Villa Glori
Piccola altura (56 metri) sulla sinistra del Tevere, all'estremità orientale dell'ansa che il fiume traccia prima di volgere decisamente a sud per traversare la città di Roma. Così detta dalla villa di un certo Gliri (o Gloria).
Il Parco di Villa Glori fu disegnato da Raffaele De Vico (1923-24), ed è oggi in parte Parco della Rimembranza.
A Villa Glori si svolse, il 23 ottobre 1867, un epico episodio nella storia dei tentativi compiuti per assicurare all'Italia ormai unita la sua naturale capitale. Enrico e Giovanni Cairoli, espulsi da Roma, dove si erano recati a sondare le possibilità di un moto rivoluzionario, avevano esposto a Firenze al Comitato Soccorso il piano per una spedizione su Roma. Il 20 ottobre un "sacro drappello" di settanta rivoluzionari, con a capo Enrico Cairoli e, in sottordine, G.Tabbacchi, C. Isacchi e G. Cairoli, da Terni raggiunse il Tevere prendendo terra la notte sul 23 alla confluenza con l'Aniene e salì sull'altura di Villa Glori. Ma qui fu sopraffatto da forze di "carabinieri esteri" armati di ottimi chassepots. Fu ucciso Enrico Cairoli. I superstiti ripiegarono su Mentana o furono fatti prigionieri. L'episodio è l'oggetto di una famosa serie di sonetti romaneschi di Cesare Pascarella.
Il Viale principale del Parco, in salita, incrocia il Viale dei Settanta (compagni di Cairoli) e porta al Piazzale dell'Altare, alla colonna commemorativa dei Caduti del 1867 ed al piazzale dove ancora oggi si vede il "tronco secco del mandorlo" che Enrico Cairoli bagnò con il suo sangue. Da qui, il Viale del mandorlo porta al "Casale" dove i Compagni di Cairoli si asserragliarono, a 100 metri un gruppo di querce dedicato ai Caduti Medaglie d'Oro della guerra 1915-18.
Dal Piazzale del Parco della Rimembranza ha inizio il Viale Parioli, che attraversa il Quartiere Parioli, fra i più signorili di Roma.
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